ACIREALE – Verso le 33 ore settimanali per i dipendenti ex precari del Comune. Esempio da seguire in tutte le municipalità
Il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo, ha avviato l’iter per l’allineamento a 33 ore settimanali del personale dell’Ente stabilizzato a tempo parziale, proveniente dal bacino dei precari degli Enti Locali. Con apposito atto di indirizzo, il numero 13 del 15 febbraio 2026, l’Amministrazione comunale ha dato mandato ai dirigenti competenti di effettuare una verifica puntuale del personale e della sostenibilità della spesa, così da poter utilizzare il nuovo contributo strutturale che sarà formalizzato con decreto del presidente della Regione e dell’assessore agli Enti Locali.
L’atto del primo cittadino segue l’approvazione della Legge Finanziaria della Regione Siciliana, con la quale il Governo e l’Assemblea Regionale hanno stanziato somme strutturali destinate ad incrementare il monte ore dei lavoratori interessati.
L’obiettivo è quello di garantire maggiore stabilità lavorativa ai dipendenti coinvolti e, al tempo stesso, rafforzare l’efficienza dei servizi comunali offerti alla cittadinanza.
«Dall’anno 2009/2010 seguo la vicenda dei nostri 250 dipendenti ormai stabilizzati presso il Comune di Acireale», dichiara il sindaco. «È una battaglia che spero di portare a compimento a tutela della loro serenità e per un’organizzazione dei servizi sempre più efficace e stabile. Nel dicembre 2009 si rischiò addirittura il licenziamento in blocco, ma durante un sit-in nella Sala del Consiglio comunale si trovò una soluzione giuridica, anche grazie al contributo di alcuni dirigenti della Regione Siciliana. Nel 2017, grazie alla collaborazione dell’allora segretario generale Mario Trombetta, riuscimmo ad avviare la stabilizzazione di questi dipendenti, procedimento che si è concluso nel giugno 2019. Nel 2023, inoltre, grazie al lavoro dei dirigenti Antonino Molino e Antonella Battaglia, siamo riusciti ad aumentare le ore di lavoro a 30 in modo equo, nonostante la riduzione del contributo regionale, intervenendo con risorse del nostro Bilancio perché riteniamo indispensabile il loro lavoro. Questi dipendenti, che ormai reggono gli uffici di tanti Comuni siciliani grazie all’esperienza maturata, devono avere la stessa dignità degli altri dipendenti degli enti locali».
C’è invece il silenzio negli altri comuni dell’isola, tranne in pochi, ma in effetti gli ex contrattisti costituiscono ormai la struttura portante di molte piante organiche negli enti locali, da qui la necessità che anche le altre amministrazioni comunali adeguino il monte ore dei propri dipendenti ex precari.
