Parco Fluviale dell’Alcantara, alla conquista dei Nebrodi e dei Peloritani.Mercoledì convocazione pubblica straordinaria

gole alcantara

Michele La Rosa – Qualcosa si muove, dopo decenni di iter per la delimitazione definitiva, si ritorna a parlare dell’argomento:c’è in gioco anche l’ampliamento dell’area protetta. E’ anche vero che sull’argomento probabilmente, finora, è mancato un momento di confronto, riflessione.

Intanto mercoledì 18 febbraio, alle ore 10.00 il presidente dell’Ente Parco Fluviale dell’Alcantara, Carmelo Calabrò, da pochi mesi alla guida dell’Ente, ha convocato il Consiglio del Parco, per affrontare l’argomento, peraltro una convocazione in seduta pubblica straordinaria e urgente, dove tra gli argomenti all’Ordine del giorno c’è appunto la nota 5424 del  28 gennaio della Regione Siciliana -Assessorato del Territorio e dell’Ambiente Dipartimento dell’Ambiente -Servizio 3 – Aree Naturali Protette, Rete Natura 2000, Sviluppo Sostenibile, con l’indizione di una Conferenza dei Servizi con oggetto “Riperimetrazione del Parco Fluviale dell’Alcantara – Conferenza dei Servizi, ex articolo 73, comma 3 della l.r. 31 gennaio 2024, n. 3, nota inviata già ai sindaci dei 18 Comuni interessati all’ampliamento, a varie associazioni ambientaliste, a varie istituzioni e allo stesso ente Parco Fluviale.

Insorgono in questi giorni alcune associazioni, mentre l’iter procede. Alcuni organismi non coinvolti neanche in questa conferenza dei servizi  lanciano l’appello per bloccare l’iter per la nuova delimitazione che andrebbe ad estendersi fino sopra ai Nebrodi, ai Peloritani e nel territorio etneo.

Federcaccia Sicilia ha inviato una nota ai Sindaci interessati alla proposta di riperimetrazione del Parco Fluviale dell’Alcantara, voluta dall’ARTA Sicilia, invitandoli ad opporsi decisamente alla proposta di ampliamento. “In relazione alla riperimetrazione del Parco Fluviale dell’Alcantara, facciamo presente in primo luogo che il costante ampliamento di zone protette sotto varie forme ha superato in Sicilia le quote percentuali previste dalla Legge Nazionale 157/92 e L.R 33/97 che rispettivamente fissano una quota da destinare come territorio agro-silvo-pastorale a protezione della fauna selvatica dal 20 al 30 % la prima e del 25% la seconda” – ci dice Giuseppe La Russa presidente della sezione siciliana di Federcaccia.

“Desideriamo esprimere forte preoccupazione in merito al progetto di ampliamento del Parco Fluviale dell’Alcantara, il quale prevede una significativa estensione dell’attuale perimetrazione fino a ricomprendere un’area di dimensioni notevolmente superiori rispetto a quella attualmente vincolata. Riteniamo che un intervento di tale portata debba necessariamente essere accompagnato da un percorso trasparente, partecipato e supportato da adeguate valutazioni tecnico scientifiche e socio -economiche” – scrive in una nota Marisa Calafiura presidente regionale dell’Associazione Nazionale Libera Caccia di Messina.

Ma il fronte della protesta è più ampio, anche liberi cittadini e attività produttive stanno inviando osservazioni in merito a questa proposta di delimitazione.  Istituito nel 2001 il Parco dell’Alcantara non ha ancora quindi una perimetrazione definitiva, che dai 12 comuni di quella che originariamente doveva essere la Riserva orientata della Valle Alcantara adesso andrebbe ad includere, almeno dalle previsioni, parte dei territori di :Bronte, Calatabiano, Castiglione di Sicilia, Francavilla di Sicilia, Gaggi, Giardini Naxos, Graniti, Linguaglossa, Malvagna, Moio Alcantara, Mongiuffi Melia, Montalbano Elicona, Motta Camastra, Randazzo, Roccella Valdemone, Santa Domenica Vittoria, Taormina, Tripi.