5 Marzo 2024

Vinitaly :Tenute Piccini presenta Scalunera Rosato dell’Etna e il Mario Primo

Tenute Piccini, la storica azienda vinicola toscana di proprietà della famiglia Piccini, sarà presente al prossimo Vinitaly (Hall 9 – Stand C2), dal 15 al 18 aprile a Verona.
La famiglia Piccini vive e opera nel cuore del Chianti Classico. Sotto la guida di Mario Piccini, la quarta generazione della famiglia, Piccini è oggi una delle aziende più dinamiche ed innovative del panorama italiano, potendo contare su 7 tenute, progetti paralleli al brand di successo Piccini.
In Toscana l’azienda è proprietaria di Fattoria di Valiano (Chianti Classico), Tenuta Moraia (Maremma), Villa al Cortile (Montalcino) e Geografico (Gaiole nel Chianti Classico e San Gimignano);  la queste da alcuni anni si sono aggiunte le tenute “vulcaniche” di Torre Mora sull’Etna, in Sicilia, e Regio Cantina nel cuore dell’Aglianico del Vulture, Basilicata.
La filosofia della famiglia Piccini che sta dietro a queste tenute “boutique” è molto classica: produrre
vini che siano espressione della regione in cui nascono, esaltando l’espressività della varietà dell’uva da cui provengono.  Le novità che verranno presentate durante Vinitaly 2018 si muovono su due filoni: da una parte la riscoperta di una tradizione vitienologica di famiglia nella produzione del Chianti, Mario Primo, un vino dedicato alla tradizione, ma con un carattere contemporaneo; dall’altra l’esaltazione della  “nuova avventura” in terra siciliana di Piccini, che si esprime nei vini dell’Etna della tenuta Torre Mora, di cui verrà presentato il nuovo Scalunera Etna Rosato.

Torre Mora è la tenuta situata nella zona dell’Etna in parte vicino Rovittello, frazione di Castiglione di Sicilia ed in parte in territorio di Linguaglossa. . La proprietà di oltre 13 ettari è divisa in due
lotti, disposti a 650 e 700 m slm, precisamente a Rovittello, nel Comune di Castiglione di Sicilia ed
in Contrada Torre, nel Comune di Linguaglossa. Torre Mora è una tenuta di piccole dimensioni, la cui visione aziendale si concentra sulla sostenibilità e la viticoltura biologica, i metodi tradizionali di
vinificazione, il tipico carattere varietale e il rispetto per la cultura locale. “La filosofia di Torre Mora è una vite, un territorio. Ci ispiriamo alla perfetta corrispondenza tra i vitigni autoctoni e il Monte Etna, e siamo appassionati nel produrre vini che raccontino ad ogni sorso la storia delle antiche uve autoctone
che prosperano sulle pendici di un vulcano attivo “dice Mario Piccini. L’Etna in Sicilia è un luogo eccezionale per la viticoltura: un microclima complesso con una significativa escursione tra il giorno e la notte, terreni vulcanici estremamente fertili e altitudini elevate contribuiscono ad ottenere un’eccellente
vinificazione in questa piccola area del Sud Italia. Un posto così unico richiede perciò delle uve tutte sue. Per quanto riguarda i vitigni rossi, il Nerello Mascalase è il re indiscusso, seguito dal Nerello Cappuccio. Mentre, per le varietà bianche, il Carricante è l’uva originaria della zona. Nel dialetto siciliano  “Scalunera” significa “scalinata”. Il nome dei vini ottenuti dalla speciale selezione delle uve di Torre Mora, si ispira infatti ai terrazzamenti di pietra lavica su cui sono piantati i vigneti. Durante Vinitaly 2018 verrà presentato ufficialmente il Scalunera Etna Rosato 2017, un vino dal colore rosa tenue, fresco, sapido e strutturato dal profumo avvolgente con note che ricordano i frutti rossi e il frutto della passione,
delicatamente speziato, ottenuto dalla macerazione di 3 ore a contatto con le bucce di Nerello Mascalese
(95%) e Nerello Cappuccio (5%). 

Mario Primo – Mario Primo è un Chianti a tutti gli effetti, l’ennesima dimostrazione straordinaria della duttilità dei vitigni che concorrono alla sua produzione a partire dal re Sangiovese. Si tratta di un Chianti ottenuto grazie al recupero di una tradizione vitienologica  dell’azienda Piccini del 1930 resa  nuovamente contemporanea grazie agli straordinari investimenti in vigna e cantina di quest’ultimo ventennio. Un recupero vitienologico che parte dalla base, cioè dai vitigni utilizzati con la reintroduzione nella produzione del Chianti di una piccola percentuale di varietà di uve a bacca bianca come il Trebbiano e la Malvasia, capaci di esaltare la freschezza e l’aromaticità al naso e la morbidezza, rotondità in bocca. Vendemmia anticipata seguita da una macerazione breve sulle bucce (2-3 giorni), per avere una struttura non eccessivamente potente a vantaggio delle sensazioni fruttate e morbide, per un Chianti  in grado di recuperare leggerezza e immediatezza. “L’essere eclettici e innovativi è un valore a nostro parere – spiega Mario Piccini, direttore generale – e lo è ancor più oggi dove i consumatori sono alla ricerca della personalità che più li rappresenta (siamo nell’era della customizzazione). Mario Primo, pertanto, rappresenta un Chianti che non ha paura di apparire diverso, che non rinnega il suo nome e le sue origini ma si vuole esprimere con un’interpretazione più trasgressiva”.