RANDAZZO (Ct) – Operatori turistici non vogliono l’imposta di soggiorno

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Basilica di Santa Maria

MICHELE LA ROSA – Ben 28 operatori turistici dicono No all’imposta di soggiorno istituita dalla Commissione Straordinaria che dal 2024 sostituisce l’amministrazione comunale. L’imposta di soggiorno è stata istituita già con regolamento varato ai primi del 2025. Nei giorni scorsi c’è stata una riunione convocata dalla Commissione Straordinaria ma dove gli albergatori hanno già manifestato il loro dissenso e il malumore per non essere stati coinvolti prima in questa decisione. In queste ore presentata una nota con diverse osservazioni e preoccupazioni, sottoscritta da 28 titolari di strutture ricettive, ribadendo che la città offre già pochi servizi pubblici ai turisti e una eventuale imposta di soggiorno farebbe diminuire ulteriormente le presenze e i soggiorni nella città medievale ai piedi dell’Etna. Una lunga nota con molte osservazioni dove si  evidenziano varie problematiche, riferite ai parcheggi, alla  viabilità, all’apertura dei musei e siti monumentali, carenza di collegamenti pubblici. E’ anche vero che i proventi derivanti dall’imposta di soggiorno è vincolata, ovvero la pubblica amministrazione li deve impegnare e impiegare per attività legate al turismo, ovvero miglioramento dei servizi, promozione turistica, ecc., questo lo prevede già la normativa, quindi non è a discrezione dell’ente locale. Così come è vero che non sempre è l’imposta di soggiorno a scoraggiare i turisti, bensì il prezzo di base del costo delle strutture ricettive, in rappporto anche ai costi proposti in altre località turistiche più o meno note, e su questo basta fare un rapido confronto consultando portali come Booking, Expedia, o altri: questo comunque è un problema che riguarda tutto il comprensorio etneo, dove ci sono wine resort che per una coppia fanno pagare oltre 200 euro  a notte o bed & breakfast che sfiorano i  100 € a notte. L’iniziativa comunque pone le basi per un dibattito più ampio sul rilancio turistico della Città medievale, evidenziando la necessità che ci sia un coordinamento tra gli operatori turistici, un organo, come un’ associazione, un consorzio, che li rappresenti e porti avanti sia eventuali rivendicazioni che attività di promozione, d’intesa con le istituzioni locali, regionali, ecc.