RANDAZZO – Da “Jazz, Arte e Vino” al “Sistema Vino Etna”. Storie, protagonisti e prospettive di nuove opportunità di mercato

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MICHELE LA ROSA – Le donne del vino raccontate da Valeria Lopis, attraverso il suo libro dedicato a quelle protagoniste che a vario titolo si “occupano” di vino: produttrici, giornaliste, sommelier, esperte in marketing, ecc. Tra l’Etna e Pantelleria, in questi paesaggi estremi prende forma “La Sicilia delle donne e del vino – Figlie di una Doc minore”, il primo libro della collega Valeria Lopis, giornalista, docente e divulgatrice catanese. Il libro si snoda attorno al racconto di 24 denominazioni e delle voci di oltre 30 donne. Il libro in effetti è reduce da una lunga serie di presentazioni in tutta la Sicilia, qui a Randazzo è approdato nei giorni scorsi nel contesto delle iniziative di Jazz, Arte e Vino, ciclo di eventi organizzati dalla Pro Loco e appena conclusi. A introdurre la presentazione del libro, nella suggestiva cornice di piazza San Martino, è stata Sara Sindoni, assessore alla cultura e al turismo, che ha evidenziato l’impegno dell’Amministrazione comunale, verso la valorizzazione e promozione del territorio e delle sue produzioni tipiche. Alessia D’Amico, in rappresentanza della Pro Loco di Randazzo, ha sottolineato l’impegno dell’associazione per far crescere l’evento ma anche l’impegno costante verso tutte quelle iniziative che possano contribuire a far crescere turisticamente questo territorio. Giovanna Abrami ha presentato gli ospiti e la protagonista della serata, introducendo il pubblico ai contenuti della pubblicazione

Siamo al centro di una delle zone vitivinicole ormai più importanti della Sicilia, l’Etna rappresenta ormai un valore aggiunto per la produzione vitivinicola siciliana, ma da qui passano anche gli itinerari enoturistici più importanti dell’isola. Ed e proprio la presenza di autorevoli rappresentanti di questo settore che ha dato occasione, a parte la presentazione del libro, di fare un’analisi sul comparto più abbastanza approfondita sul mondo del vino intorno al vulcano. “Siamo certamente una DOC di nicchia, la nostra, malgrado numerose cantine, è una piccola produzione in termine di bottiglie commercializzate rispetto ad altre regioni vitivinicole italiane. Del resto la specificità dei nostri vini sono proprio le caratteristiche del territorio, limitate per superfici e con caratteristiche particolari, non possiamo immaginare produzioni più estese” – dice Maurizio Lunetta, direttore del Consorzio Etna Doc.

“La nostra associazione, La Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna, ha già in corso varie iniziative. Proprio di recente la Regione, ci ha finanziato un progetto che riguarda la segnaletica, così da passare da un itinerario virtuale ad un percorso vero e proprio che coinvolge ben 31 comuni, prevedendo pure a Milo e a Piedimonte Etneo due centri di accoglienza per i turisti, due centri dove far conoscere i vini e i prodotti tipici del territorio etneo” – dice Gina Russo, produttrice di vini e presidente della Strada Del Vino dell’Etna, raccontando altresì, riallacciandosi al tema delle donne del vino raccontate nel libro di Valeria Lopis, degli inizi della sua carriera nella storica azienda di famiglia, dove partecipando pure a fiere internazionali, alla fine degli anni ’90, il mondo del vino era quasi tutto al maschile.

Per quanto riguarda “Jazz, Arte e Vino”, Pro loco e Comune, visto il successo di adesioni e di pubblico, guardano già al futuro, l’obiettivo è creare un grande evento fisso annuale.

La Città Medievale a fine mese ospiterà altro evento importante su questo tema, il convegno “Sistema Vino Etna: impatto economico, investimenti e nuove opportunità di mercato”, in programma il 29 agosto e che vedrà partecipare:

Nino Amadore – giornalista

Salvo Ognibene – giornalista

Nino Grillo, Sindaco di Randazzo

Vito Bentivegna, Direttore Generale dell’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio (IRVO)

Giusi Mistretta, Commissario Straordinario (IRVO)

Il convegno è un approfondimento dedicato al “Sistema Vino Etna” come modello di sviluppo territoriale, economico e culturale. L’incontro analizzerà l’evoluzione dell’Etna quale una delle aree vitivinicole più dinamiche e attrattive del panorama nazionale e internazionale.

L’iniziativa è anche una importante occasione di aggiornamento professionale per i giornalisti partecipanti, difatti ai partecipanti verranno riconosciuti dei crediti formativi riconosciuti dall’Ordine dei Giornalisti.