CATANIA – Palazzo Biscari, le sfilate “Merceria Radicale”, progetto conclusivo del Corso di Fashion Design

Merceria Radicale - foto Alessandro Rizzo

Due serate partecipatissime, un grande abbraccio collettivo tra studenti, docenti, famiglie e città: Palazzo Biscari è stato il palcoscenico di un evento corale che ha mostrato concretamente la ricchezza delle professionalità che gravitano attorno al sistema moda e alle arti applicate.

Le sfilate organizzate dal Dipartimento di Progettazione e Arti Applicate dell’Accademia di Belle Arti di Catania non sono state soltanto occasioni espositive, ma la dimostrazione tangibile di un percorso formativo complesso e multidisciplinare che prepara gli studenti ai molteplici mestieri delle industrie creative contemporanee: fashion designer, fotografi, scenografi, grafici, filmmaker, esperti di trucco e maschera teatrale, progettisti e creativi chiamati a lavorare insieme in un processo condiviso.

Un lavoro di squadra che ha visto il coinvolgimento attivo di docenti e studenti in un dialogo continuo tra progettazione, ricerca e sperimentazione, accompagnato dall’affetto e dalla partecipazione delle famiglie, testimoni del percorso umano e professionale dei giovani protagonisti.

Ad aprire il programma, venerdì 12 giugno, è stato ONE 2026 – Merceria Radicale, progetto conclusivo del Corso di Fashion Design a cura di Sabina Albano. In mostra e in passerella sono state presentate 110 creazioni nate dal recupero di pizzi, merletti, passamanerie, bottoni, tessuti e dettagli provenienti dagli armadi di famiglia, dai mercati e dai negozi dell’usato. Materiali custodi di storie, memorie e identità differenti sono stati trasformati dagli studenti in nuove narrazioni visive capaci di intrecciare tradizione e contemporaneità.

Il progetto ha esplorato il concetto di radice nelle sue dimensioni culturali, familiari, antropologiche e linguistiche, coinvolgendo i corsi di Scenografia, Cinema, Fotografia, Grafica e Trucco e Maschera Teatrale nella costruzione dell’immaginario dell’evento. A completare la serata, la performance musicale dell’artista siciliano Libero Reina, dedicata alle relazioni tra lingua siciliana e lingua araba.

Sabato 13 giugno è stata la volta di Metallo Vivo, progetto a cura di Laura Mercurio con il contributo del cultore della materia Rosario Alessio Ferrera. La sfilata-installazione ha presentato 72 abiti-scultura interamente realizzati in metallo, esito di una ricerca che ha trasformato un materiale tradizionalmente associato alla rigidità in una materia capace di dialogare con il corpo, la luce e il movimento.

Tra suggestioni artistiche, lavorazioni artigianali e sperimentazione contemporanea, gli studenti hanno dato vita a una collezione di opere indossabili in grado di superare i confini tra moda, gioiello e scultura. La serata ha inoltre ospitato il progetto Il Gioiello Naturale: forme, materiali e identità contemporanea, sviluppato in collaborazione con Chris Gioielli – Fornieri Cocò Gioielli di Natura, e RainGuard, innovativo prodotto sostenibile pensato per la mobilità urbana.

Le due giornate hanno restituito l’immagine di un’Accademia aperta, dinamica e capace di mettere in relazione saperi differenti, dimostrando come la formazione artistica contemporanea richieda competenze trasversali e una costante capacità di collaborazione. Due grandi eventi che hanno celebrato il talento delle nuove generazioni e il valore della comunità educativa che le accompagna nel loro percorso di crescita.