MONTALBANO ELICONA – Transito a rischio sulle strade provinciali

La situazione delle ss.pp. del comprensorio montalbanese

Michele La Rosa – Il problema esiste già da tempo:la rete viaria della Città Metropolitana di Messina, almeno in queste zone, è veramente precaria già da anni. A parte i disagi per l’utenza locale, per i fornitori, i corrieri, il rischio è che tra una frana e l’altra l’intera zona di Montalbano Elicona, Tripi compresa, resti isolata soprattutto nei collegamenti col catanese, ma anche col versante tirrenico messinese. Dalla Città Metropolitana un breve comunicato stampa informa che ” 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗮𝗹𝗯𝗮𝗻𝗼 𝗘𝗹𝗶𝗰𝗼𝗻𝗮, 𝗱𝗶𝘀𝗹𝗶𝘃𝗲𝗹𝗹𝗶 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗦.𝗣. 𝟭𝟭𝟬 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗮𝗹𝗯𝗮𝗻𝗲𝘀𝗲: 𝘃𝗲𝗹𝗼𝗰𝗶𝘁𝗮̀ 𝗿𝗶𝗱𝗼𝘁𝘁𝗮 𝗮 𝟮𝟬 𝗸𝗺/𝗵 𝘀𝘂 𝘁𝗿𝗲 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗰𝗿𝗶𝘁𝗶𝗰𝗶 . La Città Metropolitana intensifica i controlli sulle strade collinari e dispone un giro di vite sulla velocità lungo la S.P. 110 Montalbanese. A seguito di un monitoraggio tecnico che ha evidenziato cedimenti della pavimentazione, è stato istituito il limite massimo di 20 km/h in tre distinti segmenti dell’arteria, considerati a rischio per la tenuta di strada dei veicoli. Le limitazioni riguardano brevi tratte distribuite lungo il tracciato, specificamente dal km 5+750 al km 5+850, dal km 6+650 al km 6+750 e dal km 9+250 al km 9+350, valide in entrambi i sensi di marcia. Trattandosi di un collegamento viario strategico per il comprensorio di Montalbano Elicona, le autorità raccomandano la massima prudenza ai conducenti.”.

Più o meno dello stesso tenore altro comunicato stampa “𝗖𝗼𝗺𝗽𝗿𝗲𝗻𝘀𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗧𝗶𝗿𝗿𝗲𝗻𝗶𝗰𝗼, 𝗮𝘀𝗳𝗮𝗹𝘁𝗼 𝗱𝗶𝘀𝘀𝗲𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗦.𝗣. 𝟭𝟭𝟱 𝗧𝗿𝗶𝗽𝗶𝗰𝗶𝗮𝗻𝗮: 𝗹𝗶𝗺𝗶𝘁𝗲 𝗮 𝟮𝟬 𝗸𝗺/𝗵 𝗽𝗲𝗿 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗱𝘂𝗲 𝗰𝗵𝗶𝗹𝗼𝗺𝗲𝘁𝗿𝗶 .Condizioni del manto stradale compromesse: scatta la riduzione della velocità sulla S.P. 115 Tripiciana.”, e così via per altre strade provinciali.

E sul problema interviene il sindaco di Montalbano Elicona, Antonino Todaro, che testualmente scrive :”Il limite di velocità scende a 20 chilometri orari, ma per il Comune di Montalbano Elicona non può essere questa la risposta definitiva alle condizioni della viabilità provinciale. È quanto sostiene il sindaco Antonino Todaro dopo l’ordinanza della Città Metropolitana di Messina, adottata dopo l’effettuazione degli ultimi monitoraggi tecnici, che hanno fissato la velocità massima a 20 chilometri orari in tre distinti tratti di strade provinciali ricadenti nel territorio montalbanese, compresi tra i chilometri 5 e 9.

Nei punti interessati sono presenti avvallamenti, cedimenti e vistosi deterioramenti della pavimentazione, che rendono particolarmente delicata la circolazione e aumentano i rischi per i veicoli in transito. La misura, seppur necessaria in questa fase, non può però sostituire il ripristino delle condizioni di sicurezza e la sistemazione definitiva dei tratti maggiormente compromessi.

È questo il punto sul quale l’Amministrazione Todaro sollecita da mesi Palazzo dei Leoni. Sono decine le segnalazioni e le richieste trasmesse dal Comune per richiamare l’attenzione sulle criticità della rete provinciale e ottenere una programmazione capace di affrontarle in modo strutturale, affiancata da una manutenzione costante. Di fronte ai ritardi accumulati, nei giorni scorsi il primo cittadino ha notificato una formale diffida alla Città Metropolitan”. 

Insomma il problema è serio, non basta invitare a diminuire la velocità su queste strade, urgono interventi.

I borghi rischiano di rimanere isolati da altre zone dalle quali provengono sia turisti ma anche autoveicoli che trasportano merci e riforniscono le comunità. Si rischia di scoraggiare i visitatori, i turisti che abitualmente frequentano Montalbano provenendo anche dal catanese, dalla Valle Alcantara, da altri centri dei Nebrodi.

Sui social intanto aumentano le polemiche, i provvedimenti della Città Metropolitana di ridurre la velocità, piuttosto che prevedere interventi sulla rete viaria, alimentano un certo dibattito.

In questi anni problema più o meno simile lo ha vissuto un’altro dei Borghi più Belli d’Italia, Novara di Sicilia, per delle frane lungo la SS 185 di Sella Mandrazzi, frane che hanno “isolato” il comune col versante etneo, ma anche con il comprensorio alcantarino e taorminese.